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Aprire partita IVA da artigiano: ATECO, costi e prima fattura
Aprire la partita IVA da artigiano è più semplice di quanto sembra, ma i passaggi vanno fatti nell'ordine giusto. Ecco la sequenza completa, i costi reali del primo anno e come fare la prima fattura senza sbagliare.
1. Codice ATECO e requisiti
- Il codice ATECO descrive l'attività: installazione impianti idraulici, impianti elettrici, tinteggiatura, lavori di completamento, giardinaggio e così via.
- Alcune attività richiedono requisiti tecnico-professionali specifici, in particolare per gli impianti.
- Il codice si può cambiare o integrare in seguito: sceglierne uno principale coerente con il lavoro prevalente.
- Il codice incide su contributi, gestione previdenziale e obblighi: verificalo con il commercialista prima di depositare.
2. Le iscrizioni
- Comunicazione unica per apertura partita IVA, iscrizione al Registro Imprese e all'Albo Artigiani dove previsto.
- Iscrizione alla gestione artigiani INPS, con contributi fissi trimestrali più eventuale quota sul reddito eccedente il minimale.
- Posizione INAIL per la copertura infortuni.
- PEC e codice destinatario per la fatturazione elettronica.
3. Quanto costa davvero il primo anno
- Contributi fissi INPS artigiani: è la voce più pesante e va prevista anche con fatturato basso.
- Diritto camerale annuale e diritti di segreteria all'apertura.
- Commercialista: costo annuo variabile in base al regime e al volume di documenti.
- Assicurazione RC professionale, spesso richiesta dai committenti.
- Strumenti: software di fatturazione e app per i preventivi.
4. Regime forfettario o ordinario
- Il forfettario prevede imposta sostitutiva su un reddito determinato con coefficiente di redditività, senza addebito IVA.
- È conveniente con costi bassi e clientela privata; meno se hai molti acquisti e lavori con imprese.
- Nel forfettario non detrai l'IVA sugli acquisti: con investimenti importanti il conto cambia.
- La scelta si valuta sui numeri previsti, non per sentito dire.
5. La prima fattura
- Numerazione progressiva, dati completi di entrambe le parti, descrizione della prestazione, imponibile e imposta o dicitura di esclusione.
- Emissione elettronica tramite SdI, con marca da bollo virtuale se esente e sopra soglia.
- Conserva a norma: la conservazione digitale è obbligatoria e in genere inclusa nei servizi di fatturazione.
- Se il lavoro nasce da un preventivo accettato, genera la fattura da quel documento: stesse voci, zero errori di trascrizione.
Domande frequenti
Posso lavorare senza partita IVA?
Solo per prestazioni davvero occasionali, non abituali e non organizzate. L'attività artigiana continuativa richiede partita IVA e iscrizioni.
Quanto tempo serve per l'apertura?
La pratica di comunicazione unica si chiude in pochi giorni. I tempi si allungano solo se mancano requisiti tecnici o documenti.
Serve subito un software?
Serve un modo per fatturare elettronicamente e uno per fare preventivi ordinati. Si può iniziare con strumenti gratuiti e crescere dopo.
