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Regime forfettario artigiani 2026: limiti, calcolo e convenienza
Risposta breve: con ricavi fino a 85.000 € l'artigiano in forfettario tassa il 67% degli incassi con un'imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi cinque anni di nuova attività), non applica IVA e non detrae le spese effettive. Su 40.000 € di ricavi l'imposta è circa 4.020 €, a cui si aggiungono i contributi INPS artigiani. Qui trovi il calcolo completo, il confronto con il regime ordinario e i casi in cui il forfettario ti costa più di quanto ti fa risparmiare.
Requisiti di accesso e cause di esclusione
- Ricavi o compensi dell'anno precedente non superiori a 85.000 €. Superata la soglia si esce dall'anno successivo; oltre 100.000 € l'uscita è immediata con IVA dovuta dalla prima operazione eccedente.
- Spese per lavoro dipendente e collaboratori entro 20.000 € lordi.
- Nessuna partecipazione di controllo in SRL che svolgono attività riconducibile alla tua.
- Redditi da lavoro dipendente o pensione dell'anno precedente entro 35.000 €, salvo cessazione del rapporto.
Il calcolo con numeri veri
- Ricavi incassati nell'anno: 40.000 €.
- Coefficiente di redditività per costruzioni e installazione impianti: 67% → reddito imponibile 26.800 €.
- Contributi INPS artigiani versati nell'anno (deducibili dal reddito): circa 4.300 € di fissi → base imponibile 22.500 €.
- Imposta sostitutiva 15%: 3.375 €. Con l'aliquota agevolata al 5% (primi cinque anni di nuova attività): 1.125 €.
- Uscite totali fra imposta e contributi: circa 7.675 € nel caso ordinario. Il resto è tuo, ma da lì escono anche i costi reali dell'attività, che il forfettario non deduce.
Contributi INPS: la voce che sorprende
- Gli artigiani versano contributi fissi sul minimale (circa 4.300 € l'anno, in quattro rate) più una quota percentuale sul reddito che supera il minimale, intorno al 24%.
- La riduzione del 35% per gli iscritti alla gestione artigiani in forfettario si chiede espressamente all'INPS: non è automatica.
- I contributi versati sono deducibili dal reddito forfettario: ricordati di comunicarli al commercialista, riducono l'imposta.
IVA, fatture e preventivi
- Non applichi IVA: in fattura va la dicitura "Operazione senza applicazione dell'IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014".
- Marca da bollo da 2 € su documenti sopra 77,47 €: a tuo carico o riaddebitata al cliente, ma va indicata.
- Fatturazione elettronica obbligatoria: nell'XML regime RF19, aliquota 0 e natura N2.2.
- Nel preventivo imposti l'aliquota a 0% e la dicitura compare da sola nel PDF: in Stilloak è una scelta una volta sola nelle impostazioni.
Quando il forfettario non conviene
- Spese reali alte: con 18.000 € di costi documentati su 40.000 € di ricavi, il forfettario ne riconosce solo 13.200 (il 33% forfettizzato). Stai pagando imposte su 4.800 € che hai realmente speso.
- Acquisti importanti: furgone nuovo, attrezzatura pesante, ristrutturazione del laboratorio. In forfettario non si deduce nulla e non si detrae l'IVA sugli acquisti.
- Lavoro prevalente con imprese: non poter addebitare IVA non è un vantaggio competitivo, perché loro la scaricano comunque.
- Crescita vicina alla soglia: superati stabilmente gli 85.000 € conviene pianificare il passaggio all'ordinario con il commercialista, prima di trovarsi a metà anno con l'IVA da rifatturare.
Domande frequenti
Qual è il limite di ricavi del regime forfettario nel 2026?
85.000 € di ricavi o compensi. Fra 85.000 e 100.000 € si esce dall'anno successivo; superati i 100.000 € l'uscita è immediata con IVA dovuta subito.
Qual è il coefficiente di redditività per un artigiano?
Per le attività di costruzione e installazione impianti è il 67%: su 40.000 € di ricavi il reddito imponibile è 26.800 €, meno i contributi versati.
Quanto si paga di tasse in forfettario su 40.000 € di ricavi?
Circa 3.375 € di imposta sostitutiva al 15% dopo la deduzione dei contributi, oppure circa 1.125 € con l'aliquota al 5% riservata ai primi cinque anni di nuova attività.
In forfettario si deve fare la fattura elettronica?
Sì. Nell'XML si indica il regime RF19, aliquota 0 con natura N2.2 e, sopra 77,47 €, la marca da bollo virtuale da 2 €.
Quando conviene passare al regime ordinario?
Quando le spese documentate superano nettamente la quota forfettizzata dal coefficiente, quando prevedi investimenti rilevanti o quando supererai stabilmente la soglia degli 85.000 €.
